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Il Complesso conventuale di S.Francesco d'Assisi :
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La Storia
Nella Piazza F.Saverio Gargiulo si può ammirare, a picco sul mare, il Complesso Conventuale di S.Francesco d'Assisi che comprende il Monastero, la Chiesa e la Villa Comunale.
Il Monastero deve il suo aspetto attuale ai continui rifacimenti che si susseguirono dal '700 in poi. Da recenti studi si evince che il complesso fu fondato nell'VII secolo circa, sotto il pontificato di Gregorio II e che, in origine, l'antico oratorio dedicato a S.Martino fu edificato al di fuori della cerchia urbana. Qui fu istituito un cenobio femminile benedettino, ma a causa della sua ubicazione in un luogo troppo esposto agli attacchi dei Saraceni, le monache furono trasferite nel complesso intra-moenia (tutt'ora accanto alla Villa Comunale).
Nel sec.XIV circa l'edificio fu ceduto ai Frati Francescani Conventuali che attuarono una serie di interventi di ristrutturazione, in occasione dei quali venne creata la biblioteca.
Il terremoto del 1688 danneggiò gravemente il fabbricato ed i lavori di restauro durarono dal 1690 al 1727. Dopo l'unità d'Italia, con la soppressione degli ordini religiosi, il Comune di Sorrento pensò di destinare i locali del Convento a varie funzioni. Attualmente alcuni ambienti sono adibiti ad attività religiose, ed altri ad uso del Comune. 6e88c5 |
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L'Architettura
La Chiesa nella sua strittura ha subito vari interventi di restauro. La facciata in travertino, eseguita nel 1926, riproducendo la composizione architettonica preesistente, presenta un finestrone centrale ed un timpano fiancheggiato da anfore, mentre alla sommità è collocata la statua della Madonna Immacolata.
Il portone ligneo del 1500 fu acquistato nel 1947 dalla soppressa chiesa della S.S. Trinità. Ai lati, in due nicchie, furono inseriti due affreschi del'700 raffiguranti S.Antonio di Padova e S.Giacomo della Marca, venuti alla luce durante il restauro del 1926 e provenienti dal precedente prospetto.
All'interno la chiesa presenta un'unica navata centale con copertura a volte, dove il gusto barocco è riconoscibile nelle ricche decorazioni in stucco. L'altare maggiore risale alla fine del '600; è in marmo riccamente ornato, con due busti d'angelo ai lati. La tela posta sull'altare rappresenta S.Francesco che riceve le stimmate. L'opera, datata 1737 6egrave; firmata Antonio Gamba, allievo di Francesci Solimena, è caratterizzata da un forte chiaroscuro.
Su ciascuno dei due lati si aprono tre cappelle: nella prima a destra è conservata una statua lignea raffigurante Il Santo con il Cristo Crocifisso, proveniente dall'altare maggiore e donato nel 1663 dalla nobile famiglia Vulcano.
Due pregevoli tele sono conservate nella terza cappella a destra: sull'altare Il Transito di San Giuseppe di gusto tardo manieristico; l'altra tela di forma ovale, sulla parete sinistra, rappresenta S.Antonio Abate con Santa, ed è riconducibile ad un seguace dello Stanzione.
I dipinti raffiguranti i Santo francescani, S.Biagio e S.Lucia, posti negli ovali ai lati degli altari, sono di modesta fattura. I confessionali lignei risalgono al 1800.
Della trecentesca ristrutturazione francescana, oggi resta soltanto un'arcata angioina posta in coincidenza del passaggio dalla vecchia sacrestia alla chiesa, i cui capitelli presentano una decorazione a motivi vegetali, che allegerisce l'impianto cubico di gusto romanico. Con il restauro de primi decenni del secolo XX, la navata centrale fu coperta da volte, le cappelle laterali rifatte, fu realizzato l'attuele presbiterio, con il prolungamento dell'abside e il coro cinquecentesco sostituito da un'impianto a T con al centro il nuovo altare.
Il Chiostro
Suggestivo scenario di concerti musicali e mostre d'arte, è a pianta rettangolare ed è delimitata da colonne ed archi di tufo, formanti leggere bifore con lunetta; esso, come il resto del Complesso, presenta una statificazione di stili dovuta ai restauri delle varie epoche. Un primo intervento di restauro - che ha alterato anche la struttura trecentesca del primo ordine del campanile - si verificò nella metà del secolo XV, interessando le ali settentrionale ed occidentale del chiostro, conferendogli l'aspetto attuale. Le ogive trecentesche (conservate nelle altre due ali), furono sostituite con archi a tutto sesto, sostenuti dai preesistenti pilastri ottagonali con capitelli che riprendevano la precedente decorazione a motivi vegetali. |
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Tali arcate rivelano l'adesione al nuovo gusto rinascimentale, che coesiste con le forme tardo-gotiche. L'intervento fu promosso dal padre guardiano Giovanni Cerconi, come si legge su un'epigrafe che corona il primo capitello a destra del chiostro.
Esso fu eseguito durante l'episcopato di Domizio Falangola, tra il 1453 ed il 1470, ed il vescovo fece scolpire il proprio stemma, un leone rampante, sullo stesso capitello. Molto probabilmente il restauro fu finanziato, in parte, dalla nobile famiglia sorrentina dei Sersale, come testimonia lo stemma su tutti i capitelli del lato settentrionale. I capitelli dell'ala orientale e di quella meridionale, risalenti al primo restauro francescano, pur mostrando un impianto romanico, presentano una ricca decorazione con motivi vegetali a fogliami e volute che richiamano i modelli ornamentali bizantini.
Dopo il terremoto del 1688 il chiostro fu rinforzato da possenti murature ed i portici originari occultati da grossi archi. I lavori eseguiti all'inizio del '900, portarono al ripristino delle forme originarie.
Il refettorio, situato accanto al chiostro, conserva la struttura del '300.
Sul piazzale antistante la chiesa nel 1922 è stata collocata una statua in bronzo raffigurante S.Francesco, eseguita dallo scultore Alfiero Nena che ha voluto celebrare la grandezza del Santo d'Assisi. |
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